IL BOMBO INCAZZATO!

Quando il bombo si incazza son tempi bui....

I bombi sono generalmente più grossi e pelosi delle comuni api...I bombi sono molto poco aggressivi; le regine e le operaie sono in grado però di pungere ed il loro pungiglione, non avendo seghettatura, gli permette di pungere anche più di una volta a differenza delle comuni api. Secondo una leggenda del XX secolo, le leggi dell’aereodinamica non permetterebbero al Bombo di volare per il fatto che non avrebbe una sufficiente superficie alare ed una sufficiente frequenza di battito d’ali per sostenere il proprio peso.

EPPURE VOLA!

[04/03]
Il VECCHIO IMPENITENTE

Si avvio curvo sotto il peso dei anni verso il sentiero che portava fuori dal grande villaggio che per 80 anni lo aveva accolto non direi sopportato ma accolto.Mentre passava in rassegna le capanne i viali con la neve leggera che rendeva tutto silenzioso e malinconico pensava che forse non era ancora pronto il suo momento con rimpianto e amarezza.Era stato il portavoce del villaggio l’araldo che eseguiva con perizia e precisione i compiti che gli si affidavano. Mai un giudizio proprio mai una azione istintiva tutto era ponderato da diplomazia cattiveria e ipocrisia..

In fondo doveva farlo era il suo lavoro.

Per anni, decenni aveva diffuso la storia orale che gli dicevano di diffondere. La storia che fanno i potenti con un trono sotto il culo e che lui amabilmente non osava ne prendere a calci ne eccessivamente baciare.
Ed ora eccolo li cercando qualcuno che gli offrisse lo spunto l’occasione per non imboccare quel viale. Ma nessuno lo guardò nessuno lo chiamò era allo stremo. Il gran capo gli aveva anche consigliato di entrare nella casa della buona vecchiaia si insomma evitare il cammino sul sentiero dei soli. Ma lui niente imperterrito credeva che solo lui sapesse cos’era la vita nel villaggio solo lui era il depositario del costume e della morale solo lui era insomma quello che sapeva vivere e adattarsi al quel mondo che odiava ma che lo aveva messo sugli allori per molto tempo, andare all'ospizio non era da lui non per l'ultima uscita che tanto sarebbe stata fermata da qualcuno che sapeva e voleva che fosse ancora con loro ne bastava solo uno che lo fermasse per dargli, secondo legge, la possibilità di rientrare nel villaggio.

Difficile per lui uscire dalla capanna del potere.

Ma come io che sono UOMO VOCE io che ho fatto il corso alla riserva dei grandi oratori io che ho consigliato ai capi prima di questo cosa fare cosa dire…si diceva tra se mentre attraversava la piazza del mercato ancora troppo presto perchè ci fossero avventori e fornitori

E loro mi guardano. Loro meschini piccoli esseri ...a me che sono colui che sa!

Era davanti alla capanna del conciatore di pergamene che lo guardo sott’occhi ricordandosi di quante volte quel uomo gli aveva fatto perdere tempo e fatica perchè nel suo delirio chiedeva cose per tenerlo sullo spine senza che ci fosse motivo.  E poi la capanna del miscelatore di pigmenti a cui tante volte aveva chiesto inchiostri dai colori impossibili per evidenziare, cosi diceva, testi di fondamentale importanza per la vita del villaggio mentre erano solo indicazioni sull’uso della latrina o attacchi sulla fannulloneria dei villani.

Poi la capanna dei guerrieri adulati e accontentati da lui in ogni modo perchè chi ha la lancia ha il potere diceva…e ora si trovava davanti al portone scuro di legno e bambù ..con le guardie per nulla grate di quelloche aveva scritto e detto su di loro. Dietro la folla che silenziosa accompagna; come sempre sino all’imbocco del sentiero dei soli.
 

Ecco ora mi stimano ora mi rivogliono lo sapevo mi vogliono ancora basta solo che uno parli in mio favore e non sarò costretto a prendere il sentiero .

Prima li arringherò.. come non potrò convincerli, io ho la magia della parola…poveri fessi.

Amici eccomi davanti a voi per l’ultima volta eccomi davanti a voi uomini mediocri io che sono stato la vostra guida sono affettuosamente accanto a voi se mi volete perchè un gregge senza padrone son pecore perse. Amici ditemi il vostro affetto che vedo nei vostri volti si certo non ho capelli neri ma e la saggezza che mi li ha fatti diventar bianchi, non cammino spedito ma l’esser stato curvo per voi a farmi essere gobbo, a volte non mi capite ma perchè siete solo poveri ignoranti che non siete stati ammessi al divino che ci da il mistero della parola ma non vi preoccupate ci son io amici aprite le braccia affinchè sia ancora tra voi per guidarvi voi che non avete salvezza senza di me.

Colpiti da queste parole un giovane con i capelli scuri si stacco dalla folla che silenziosa e con gli occhi bassi si avvicino mesto e con la penna d’oca in mano e la pergamena si mise davanti a lui.

Grande amico vedi … per anni siamo stati vittime dell’ignoranza…perchè i misteri ci erano oscuri.

Grande amico vedi …per anni siamo stati in silenzio di fronte alle tue parole perchè incapaci di capire...
Grande amico vedi .. sono 80 anni che noi vogliamo imparare progredire avanzare e grazie a te questo non è.
Quindi credo di parlare a nome del popolo grande amico, avviati pure nel viale che noi di zavorre come te non sappiamo che farcene vai e muori.

Alla fine della giornata dopo 80 anni il grande vecchio seduto al freddo sotto l’olmo del piazzale della buona morte si rese conto che in 80 anni non aveva capito nulla…e morì!


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Commenti

Non so come sono capitata su questo blog, ma complimenti per i contenuti. Racconto molto toccante
Scritto da: Ninfeadelbosco | 16/04


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